Affitti transitori: opportunità, vantaggi e rischi da gestire

L'affitto transitorio è una formula smart, seppur non priva di rischi. Scopri come gestirlo.
Di
Virginia Soana

Affitti transitori: opportunità, vantaggi e rischi da gestire

L’avvento del Covid ha cambiato completamente il panorama globale, coinvolgendo in pieno il comparto turistico ed immobiliare che, negli ultimi mesi, ha subito una forte battuta di arresto.

La chiusura delle frontiere ed il divieto di viaggiare,conseguenza dell’aumento incontrollato dei contagi, hanno infatti azzerato i flussi turistici nelle nostre città, con perdite che toccano i 120 miliardi di euro.

Al fine di fronteggiare questa situazione emergenziale e garantire comunque un flusso economico costante ai suoi Proprietari, Hostmate ha messo in atto una serie di strategie alternative che hanno avuto, quale fulcro centrale, l’introduzione dei c.d. “contratti transitori” che, man mano,si sono sostituiti ai contratti di affitto a breve termine. Questo come confermato anche dalle OTA principali, quali Airbnb e Booking, la cui gestione dei propri portali ha sterzato verso questa forma di soluzione di affitto.

Ma cos’è quindi un contratto transitorio?

Si ha un contratto transitorio ogni qualvolta che la durata dell’affitto sia compresa tra i 30 giorni ed i 18 mesi: un affitto quindi a durata ridotta, rispetto al tradizionale 4+4, che introduce una serie di vantaggi, rischi ed adempimenti burocratici che vengono analizzati di seguito.

Vantaggi

Il contratto transitorio permette, per sua stessa natura,una gestione più flessibile dell’immobile, rispetto alla fissità del 4+4: il vincolo contrattuale infatti cessa di produrre i suoi effetti più celermente ed è per questa ragione che tale forma contrattuale è quella che viene prediletta da lavoratori o studenti, la cui necessità di abitare in un determinato posto è strettamente collegata ad esigenze di studio o di lavoro con durate, di norma,predefinite.

Rischi

Se la flessibilità viene percepita come un vantaggio gestionale, la necessità di dover trovare ciclicamente nuovi inquilini comporta senz’altro un investimento in termini di ricerca degli stessi, creazione di profili ed annunci, verifica della capacità economica dei potenziali inquilini.Inoltre, va sottolineato che, per sua stessa formulazione, il contratto transitorio che non presenti una formulazione esplicita della causa di transitorietà e che non preveda tutti i requisiti giuridici necessari può facilmente essere impugnato dall’inquilino, il quale potrebbe chiederne la conversione in un contratto standard 4+4.

Burocrazia

A differenza di quanto accade per i contratti a breve termine dove non sussistono adempimenti successivi alla firma, il contratto transitorio prevede la necessità di essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Tale registrazione può essere effettuata da professionisti del settore(agenti immobiliari, commercialisti o avvocati) o dalla stessa Proprietà che sia in possesso delle credenziali necessarie.

La registrazione può seguire o la disciplina della cedolare secca o dell’imposta di registro, ciascuna delle quali deve essere dichiarata nel testo del contratto, in base alla scelta effettuata dalle parti.

Va inoltre sottolineato che, sempre per sua natura, è preferibile non procedere a rinnovo del contratto transitorio tra le medesime parti, sul medesimo immobile: il rinnovo infatti, così come la carenza di clausole specifiche, come indicato qui sopra, può costituire causa di conversione al contratto standard 4+4. A nostro avviso, resta più garantistico, nelle ipotesi di prolungamento della necessità transitoria, stipulare un nuovo contratto che identifichi, nel dettaglio, la nuova causa di transitorietà che sta alla base del prosieguo del soggiorno.

È quindi un contratto da utilizzare?

Assolutamente sì.

Il contratto transitorio infatti costituisce uno strumento giuridico molto diffuso che, meglio di qualsiasi altro, è in grado di regolamentare fattispecie particolari, come quella in cui siamo ora calati.

Come approcciarlo al meglio?

Affidandosi ad Hostmate che, in qualità di Property Manager, è in grado di gestire, nel migliore dei modi, sia la fattispecie afferente il contratto transitorio, mediante la realizzazione di una fase di pubblicità dell’immobile e di scouting del cliente dedicata, e, grazie ad un proprio pool di legali partner, produrre una contrattualistica ad hoc, sia mantenere vivi ed attivi i canali dedicati agli affitti brevi.

In un momento come questo, riuscire ad applicare un giusto mix tra affitti brevi e transitori, cogliendone tutte le opportunità esistenti, costituisce la migliore risposta per fronteggiare, in maniera vincente, questo cambiamento.

By Virginia Soana, MBA

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